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La depressione post-partum

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L’esperienza della maternità rappresenta una delle esperienze più intense e significative del ciclo vitale di una donna.

La maternità comporta un nuovo ruolo che va appreso progressivamente, e che come qualunque altro cambiamento comporta sempre un’elevata quota di stress.
Al momento della nascita del bambino può capitare che malgrado il compiacimento e la soddisfazione che spesso accompagnano la gravidanza, una donna si trovi ad affrontare alcuni vissuti emotivi delicati e complessi.

Più spesso di quanto si pensi, nei primi giorni dopo la nascita del bambino la neo mamma possa sentirsi triste senza motivo, irritabile, facilmente incline al pianto, inadeguata nei confronti dei nuovi compiti genitoriali che la attendono. Questi momenti sono  accompagnati da ansia, dubbi e preoccupazioni spesso insistenti che riguardano lo stato di salute del bambino “sta crescendo bene, sto facendo bene?”

Si parla in questi casi di “maternity blues”, uno stato depressivo temporaneo, del tutto fisiologico e passeggero, che si risolve in pochi giorni.
Più seria è invece la depressione post-partum, una particolare forma di disturbo che presenta sintomi più intensi e duraturi e che colpisce generalmente il 7-12% delle neo mamme.
La durata media dell’episodio che caratterizza la depressione post-partum sembra essere di alcuni mesi  e in forme più gravi può protrarsi fino a due anni(Cramer, 1999).
Non esiste un singolo fattore in grado di spiegare l’insorgenza della depressione post-partum ma una molteplicità di fattori, fisiologici, psicologici, sociologici.
I principali sintomi della depressione post-partum sono
  • Stanchezza, mancanza di energia e sensazione di essere esausta;
  • Difficoltà di concentrazione;
  • Irritabilità (aggressività espressa sia con le parole sia con il comportamento);
  • Disturbi del sonno (difficoltà ad addormentarsi o risveglio precoce al mattino);
  • Tristezza e pianto incontrollato, instabilità dell’umore;
  • Difficoltà nel prendere decisioni;
  • Perdita di interesse o di piacere nel fare le cose;
  • Sentimenti di colpa eccessivi;
  • Sentimenti  di inadeguatezza (paura di non farcela a prendersi cura del bambino);
  • Disturbi fisici come dolori, debolezze muscolari;
  • Non riuscire a provare emozioni nei confronti del bambino;
  • Paura di restare sola con lui;
  • Tensione e panico (ansia espressa anche attraverso palpitazioni o vertigini, paure esagerate);
  • Tendenza all’isolamento e al ritiro dalle interazioni col bambino oppure agitazione inquieta caratterizzata da mancanza di rispetto per i suoi ritmi;
  • Senso di disperazione e pensieri costantemente pessimisti, a volte pensieri sulla morte;
  • Disturbi alimentari (perdita di appetito o di peso oppure aumento di appetito o di peso).
 Alcune donne sperimentano  la sensazione di non riuscire a fare quanto dovrebbero per essere delle “buone madri”. Altre possono percepire il loro bambino come difficile perché non si adatta ai loro ritmi. Questo le porta a sentirsi inadeguate, intrappolate e assorbite completamente dalle richieste del neonato, sempre più lontane dal mondo in cui vivevano prima della nascita del bambino.
Generalmente questi sentimenti vengono accettati con molta difficoltà, non solo dalla madre ma anche dal contesto sociale (familiari, amici) che spesso risponde allo stereotipo secondo cui la maternità sia un evento esclusivamente felice.
Le madri hanno bisogno di sentirsi sicure per aprirsi e comunicare le proprie emozioni e i propri pensieri negativi. Quindi è importante dare esplicitamente alle madri il “permesso” di parlare liberamente dei propri sentimenti.
 I sentimenti di colpa, vergogna, paura possono rimanere non espressi apertamente. Le emozioni di rabbia e irritabilità sono segnali particolarmente importanti.
È importante dare ascolto a ciò che si sente e si prova dentro di sé. Sono sentimenti e aspetti che non vanno sottovalutati.
Se ci si rende conto che qualcosa non va, che il tempo passa e sintomi come tristezza, angoscia, apatia, disturbi del sonno e così via non si allentano, la cosa migliore da fare è rivolgersi ad uno specialista, la psicoterapia è un’indicazione molto efficace quando ci si trova di fronte ad una depressione post-partum .