Modalità d’intervento

Psicoterapia individuale
Psicoterapia familiare
Psicoterapia di coppia
Counseling
Formazione

Principali aree d’intervento

Disturbi d’ansia, attacchi di panico, fobie
Depressione
Disturbi del comportamento alimentare
Disturbi psicosomatici
Disturbi tipici dell’infanzia e dell’adolescenza
Fasi critiche del ciclo vitale
Dipendenze
Disturbi di personalità

L’approccio sistemico relazionale

Nell’approccio sistemico relazionale l’attenzione è posta non solo sull’individuo ma sulle relazioni che ogni individuo instaura con l’ambiente esterno e con gli altri. L’individuo non è più un elemento singolo da studiare a prescindere dall’ambiente in cui vive, ma fa parte di una serie infinta di sistemi in ognuno dei quali assume dei ruoli, invia e riceve delle comunicazioni ed all’interno dei quali assume determinati comportamenti piuttosto che altri.

La famiglia rappresenta il sistema vivente di riferimento principale nell’esperienza emotiva di una persona, è il primo contesto esperienziale all’interno del quale i sintomi assumono una funzione precisa per il funzionamento relazionale del gruppo di persone che ne fanno parte.

Il soggetto portatore del sintomo viene considerato il “paziente designato”. Tale termine sta ad indicare che il paziente è il membro del sistema-famiglia (per famiglia si intendono sia la propria che almeno le due generazioni che l’hanno preceduta), che esprime o segnala il funzionamento disfunzionale di uno o più dei sistemi di cui egli è uno dei vertici. Tale membro è “designato” dal sistema stesso, secondo una prospettiva bio-psico-sociale, in quanto soggetto che esprime una modalità disfunzionale di vivere, pensare, agire. Talvolta, specialmente in casi che riguardano i bambini o gli adolescenti (ambiti in cui la terapia familiare risulta un approccio particolarmente valido), questo si manifesta sotto forma di blocco evolutivo, così che tutte le tensioni tendono a convergersi su di lui; in tal modo diviene il controllore di forze ed energie relazionali, al prezzo di gravi sentimenti di sofferenza e vissuti di disgregazione.

Il sintomo ha quindi una doppia valenza: segnala alla famiglia l’esistenza di un disagio e, nello stesso tempo, rende innocuo il suo potere distruttivo, accentrando su di sé tutte le preoccupazioni.